Proroga Bonus Assunzioni DL Coesione a due velocità per donne, giovani e ZES

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18 Febbraio 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Il salvataggio in extremis è arrivato ma con il freno a mano tirato. Dopo l’esclusione dal testo originale del Decreto Milleproroghe, il via libera delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera alla proroga degli incentivi previsti dal DL 60/2024 con la riformulazione dell’ultima ora al testo dell’emendamento. Il correttivo approvato disegna una mappa degli sgravi contributivi a due velocità: un’ancora di salvezza per le donne, ma un percorso a ostacoli per giovani e imprese nella ZES unica del Mezzogiorno.

Bonus Donne: l’unica conferma piena per tutto il 2026

L’unico vero vincitore di questo passaggio parlamentare è l’esonero contributivo per le donne. In base all’emendamento, le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2026 potranno beneficiare della decontribuzione totale. Il Bonus Donne è l’unica misura che mantiene l’impianto originario del Decreto Coesione per l’intero anno, garantendo ai datori di lavoro la possibilità di pianificare gli inserimenti di personale femminile svantaggiato senza l’incubo di scadenze imminenti o tagli alle aliquote.

Giovani e ZES, proroga ponte con tagli all’esonero

Lo scenario cambia radicalmente per chi punta sul Bonus Giovani o opera nella ZES Unica. Qui il legislatore ha scelto la linea del rigore finanziario. Dopo una trattativa serrata sulle coperture, l’aliquota di esonero è stata fissata al 70% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, una quota superiore rispetto al 50% ventilato inizialmente ma inferiore allo sgravio pieno del 2025.

La proroga concessa è comunque solo temporanea: le agevolazioni saranno applicabili esclusivamente per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026. Ammesse solo quelle a tempo indeterminato, in linea con i requisiti per la domanda Bonus ZES Unica.

Chi intende stabilizzare under 35 o potenziare l’organico nel Sud Italia ha ora una finestra di appena due mesi per formalizzare i contratti prima che la scure dei tagli si abbatta definitivamente sul costo del lavoro.

Autoimpiego: nessuna proroga per transizione digitale e green

La vera doccia fredda riguarda la nascita di nuove realtà imprenditoriali. L’emendamento approvato alla Camera ha infatti ignorato gli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici. Non è prevista alcuna proroga per il sostegno all’avvio di attività legate alle nuove tecnologie, alla transizione digitale e a quella ecologica.

Questo significa che i professionisti e gli startupper che puntavano sui contributi del DL 60/2024 per lanciare progetti innovativi resteranno al palo. La misura decade ufficialmente, lasciando prive di copertura proprio quelle iniziative che dovrebbero trainare la modernizzazione del Paese. Il messaggio del Governo è chiaro: le risorse residue del 2026 vengono concentrate sul lavoro dipendente, sacrificando il supporto diretto all’autoimprenditorialità tecnologica.

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