19 Febbraio 2026, di Teresa Barone – PMI.it
Attenzione al cambio di programma per le imprese del Mezzogiorno in cerca di liquidità per la formazione del personale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha aggiornato il cronoprogramma e le modalità operative per l’accesso al fondo perduto da 50 milioni di euro destinato alla transizione digitale e green. Con il nuovo decreto direttoriale del 10 febbraio 2026 slittano le finestre per l’invio delle domande su Invitalia e, soprattutto, cambia il meccanismo di assegnazione, passando dallo sportello cronologico a una più rigorosa graduatoria di merito.
Bando formazione PMI Sud: nuovi requisiti di accesso
L’agevolazione coprirà il 50% delle spese sostenute dalle piccole e medie imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per poter presentare istanza, le società devono essere regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese, non trovarsi in liquidazione e avere almeno un bilancio approvato. Un nuovo requisito impone infine che le aziende siano in regola con le prescrizioni dettate dal DL sulle assicurazioni obbligatorie contro i rischi catastrofali (CatNat).
Spese ammissibili e importi a fondo perduto
I progetti di formazione del personale dovranno durare al massimo un anno (con avvio entro sei mesi dalla concessione), svolgersi presso le sedi del Sud e avvalersi di soggetti formatori qualificati e indipendenti. I costi ammissibili del piano formativo devono essere compresi tra 10.000 e 60.000 euro e l’incentivo andrà a rimborsare voci strategiche quali:
- i costi dei formatori per le ore di partecipazione effettiva;
- le spese di viaggio, alloggio, materiali e forniture strettamente connesse al progetto;
- l’ammortamento di strumenti e attrezzature usate in via esclusiva per la formazione;
- i costi orari dei dipendenti partecipanti per le ore in cui hanno seguito le lezioni;
- le spese dei servizi di consulenza correlati.
È prevista inoltre una forte premialità per i progetti sovraregionali, che possono coinvolgere un massimo di 10 imprese appartenenti ad almeno due regioni diverse. In questo caso, l’agevolazione di base è maggiorata di 20 punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 punti per le medie imprese.
Settori ammessi e quota di riserva del 40%
Il provvedimento stabilisce un perimetro chiaro per gli ambiti di intervento, che spaziano dall’aerospazio e difesa fino all’industria intelligente, tecnologie pulite, agenda digitale e biotecnologie. Una quota significativa, pari al 40% delle risorse complessive, è invece vincolata a una riserva specifica destinata in via esclusiva alle imprese appartenenti alle filiere dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento.
Nuovo calendario Invitalia e graduatoria di merito
La finestra temporale per la presentazione delle domande è stata posticipata e definita con precisione. L’invio telematico attraverso lo sportello online di Invitalia sarà possibile dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.
A differenza di quanto previsto inizialmente, l’assegnazione non avverrà più in base all’ordine di arrivo. Le pratiche saranno infatti istruite secondo una graduatoria decrescente basata sul punteggio ottenuto da ciascun progetto, valutando elementi chiave quali:
- il numero di addetti aziendali;
- la proporzione del personale direttamente coinvolto nella formazione;
- la rilevanza degli ambiti e delle tematiche formative scelte;
- l’appartenenza delle imprese a un formale contratto di rete per lo sviluppo della propria filiera.
Il coordinamento con le nuove scadenze CatNat
In un’ottica più ampia, lo slittamento dell’apertura dello sportello Invitalia al 21 aprile assume un valore chiave per moltissime aziende. Il nuovo decreto del MIMIT, infatti, ha introdotto un paletto dirimente e severo: per non essere esclusi dai fondi è obbligatorio dimostrare di essere in regola con le norme sull’assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali.
Alla luce della proroga selettiva a marzo per la stipula delle polizze CatNat, se il bando formazione fosse partito a metà marzo come inizialmente previsto, innumerevoli PMI del Mezzogiorno si avrebbero visto respingere la domanda per il disallineamento temporale tra la stipula dell’assicurazione e l’invio dell’istanza ministeriale. Questo mese “cuscinetto” concesso dal Ministero offre dunque agli imprenditori il tempo per chiudere le pratiche entro marzo, regolarizzando la propria posizione.